Archive for April, 2005
Stirare le camice è incredibilmente stimolante

Mad World
Worn out places
Worn out faces
Bright and early for the daily races
Going no where
Going no where
Their tears are filling up their glasses
No expression
No expression
Hide my head I wanna drown my sorrow
No tomorrow
No tomorrow
And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles its a very very
Mad world
Mad world
Children waiting for the day they feel good
Happy birthday
Happy birthday
And I feel the way that every child should
Sit and listen
Sit and listen
Went to school and I was very nervous
No one knew me
No one knew me
Hello teacher tell me what’s my lesson
Look right through me
Look right through me
And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles its a very very
Mad world
Mad world
Enlarging your world
Mad world
Vivere per procura
Non è la televisione come elettrodomestico, non è neanche la pubblicità che secondo me rimane l’unica forma di buon gusto od originalità catodica
Ma
E’ il voltaggio della De Filippi che è veramente alto. La gente, il pubblico, ormai vive per procura. Si gode quelle scenette e si illude di avere una vita, si immedesima, sospende qualsiasi ricerca ed annulla la propensione al rischio nelle relazioni interpersonali. La gente non vive più, non parla più se non delle stesse comuni esperienze catodiche. Se sente qualcosa di scomodo, in disaccordo col proprio pensiero sbotta con: “E chi sei tu per giudicare.” “Nessuno ha il diritto di giudicare.”
Io non seguo la De Filippi, ne alcuna parallela pseudorealtà catodica, ma mi ci metto in mezzo.
Anche io vorrei tanto dire che nessuno ha il diritto di giudicare. E’ sbagliato, ogni essere umano ha il diritto di giudicare, esercitare la capacità di scelta e di valutazione. Ognuno ha le proprie idee ed esse vanno rispettate, il che non significa che siano tutte giuste o corrette ma semplicemente che ognuno può tenersi quello che pensa dentro la sua testa o tirarlo anche fuori senza che venga aggredito perché sbaglia.
Ognuno ha il diritto alle proprie idee e al proprio stile di vita purchè non pregiudichi l’incolumità di altri non consenzienti.
Poi viene il compromesso, viene l’integrazione, il mettere da parte le proprie idee per non urtare qualcuno di umanamente importante per noi.
Difficile capire se è una forma di tolleranza o di disonestà intellettuale. Forse entrambe. Ma si deve pur vivere, rinfoderare la spada e tenerla nel fodero non è necessariamente un atto codardo, ne un atto di misericordia. Solo il riconoscere che scannarsi per una cazzata è un atto stupido, le questioni di principio a volte sono solo dogmi personali.









