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  • Quando ero piccolo avevo bisogni, poi crescendo sono venuti i sogni, ora mi rimane solo ogni: ogni cosa è sempre colpa mia. 2012-09-29
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Archive for April, 2005

Stirare le camice è incredibilmente stimolante

 
Forse una nuova mania o magari un sintomo che mi stò integrando con il resto della società incivile, o almeno ci provo. Ultimamente stiro, non tutto sia chiaro, ciò che solitamente è ritenuto degno  di stiratura nella cultura occidentale mediterranea: camice, pantaloni, polo a maniche lunghe, lenzuola perchè mi piacciono belle lisce. Stirare le camice richiede una buona dose di manualità, specie quelle di lino o di tessuto spesso a più strati che ama riempirsi di piegoline. Meglio sono tagliate più difficili sono da stirare, le camicie da uomo, ed alcune le trovo veramente ostiche. Sono ovviamente queste che preferisco stirare. Non è un atto meccanico, richiede una certa concentrazione e imperativa è la musica per garantire la scioltezza del movimento.
Un post sullo stirare? non non è solo questo, è un post su come mi impegno a pendere la vita: con cura e scioltezza.
Cura, attenzione e movimento fluido. Fluido.
La panna fresca si monta a mano. Per ogni cosa ci vuole il tempo che ci vuole.

Illuminazione

La botte

Un tocco di ROSSO

Mad World

Mi ero ripromesso di non mettere qui citazioni o opere altrui, solo cose mie avevo detto, non una parola o frammento altrui.

Come tutte le promesse che faccio a me stesso, arriva un momento in cui sento e decido che è il caso di non farne proprio dei dogmi.
Un po’ di flessibilità fa bene anche all'acciaio più duro altrimenti la sua unica sorte sarà spezzarsi. Non ho alcuna intenzione di spezzarmi, preferisco consumarmi piano piano e nella maniera più piacevole e significativa possibile.
 
Quindi  Mad World di Gary Jules dalla colonna sonora di Donnie Darko (film)
 
All around me are familiar faces

Worn out places

Worn out faces

Bright and early for the daily races

Going no where

Going no where

Their tears are filling up their glasses

No expression

No expression

Hide my head I wanna drown my sorrow

No tomorrow

No tomorrow

And I find it kind of funny

I find it kind of sad

The dreams in which I’m dying are the best I’ve ever had

I find it hard to tell you

I find it hard to take

When people run in circles its a very very

Mad world

Mad world

Children waiting for the day they feel good

Happy birthday

Happy birthday

And I feel the way that every child should

Sit and listen

Sit and listen

Went to school and I was very nervous

No one knew me

No one knew me

Hello teacher tell me what’s my lesson

Look right through me

Look right through me

And I find it kind of funny

I find it kind of sad

The dreams in which I’m dying are the best I’ve ever had

I find it hard to tell you

I find it hard to take

When people run in circles its a very very

Mad world

Mad world

Enlarging your world

Mad world
Mi piacque non appena l'ascoltai, forse è un po’ triste ma a me piace la musica triste, l'arte triste e la poesia triste… mi fa sentire molto più allegro e positivo, mi aiuta a sognare.
Anche nei momenti peggiori si può trovare la bellezza ed assaporarla, trovare fantastici ghirigori sulla pelle dei nostri mostri.
Fotografare ruderi e rovine industriali perchè il brutto è solo negli occhi di chi guarda.
Un domani ce l'ha ogni giorno, tranne l'ultimo e questo vale un sorriso sempre, comunque.
Non state mai zitti ad ascoltare, non state mai zitti a farvi vivere.
La lezione di sociologia di oggi verteva sul condizionamento sociale e la funzione che svolge nelle nostre vite.



Vivere per procura

Non è la televisione come elettrodomestico, non è neanche la pubblicità che secondo me rimane l’unica forma di buon gusto od originalità catodica



Ma



E’ il voltaggio della De Filippi che è veramente alto. La gente, il pubblico, ormai vive per procura. Si gode quelle scenette e si illude di avere una vita, si immedesima, sospende qualsiasi ricerca ed annulla la propensione al rischio nelle relazioni interpersonali. La gente non vive più, non parla più se non delle stesse comuni esperienze catodiche. Se sente qualcosa di scomodo, in disaccordo col proprio pensiero sbotta con: “E chi sei tu per giudicare.” “Nessuno ha il diritto di giudicare.”



Io non seguo la De Filippi, ne alcuna parallela pseudorealtà catodica, ma mi ci metto in mezzo.

Anche io vorrei tanto dire che nessuno ha il diritto di giudicare. E’ sbagliato, ogni essere umano ha il diritto di giudicare, esercitare la capacità di scelta e di valutazione. Ognuno ha le proprie idee ed esse vanno rispettate, il che non significa che siano tutte giuste o corrette ma semplicemente che ognuno può tenersi quello che pensa dentro la sua testa o tirarlo anche fuori senza che venga aggredito perché sbaglia.



Ognuno ha il diritto alle proprie idee e al proprio stile di vita purchè non pregiudichi l’incolumità di altri non consenzienti.



Poi viene il compromesso, viene l’integrazione, il mettere da parte le proprie idee per non urtare qualcuno di umanamente importante per noi.



Difficile capire se è una forma di tolleranza o di disonestà intellettuale. Forse entrambe. Ma si deve pur vivere, rinfoderare la spada e tenerla nel fodero non è necessariamente un atto codardo, ne un atto di misericordia. Solo il riconoscere che scannarsi per una cazzata è un atto stupido, le questioni di principio a volte sono solo dogmi personali.

Blucielo

Oggi c'è il sole e ne sono felice. Dopo giorni di pioggia d'aprile che cercava di ricordare febbraio una giornata azzurra da scaldare la voglia di fare, di impegnarsi di nuovo.
Ho ricominciato a studiare sul serio, a non aspettare sempre domani. Nulla si aggiusta da solo, neanche lo sportello del mio forno.
Ogni uomo nasce e muore solo, a separare questi due eventi c'è la vita, una vita che dipende solo da lui, dalle sue possibilità, dalle sue capacità e dal suo volere.
Non verrà nessun angelo a salvarmi sull'orlo del precipizio, stà solo a me tenere i piedi per terra e non camminare in quella direzione.
Cercare di ridere di tutto ciò che mi ferisce, di non pensare sempre a una soluzione, di vedere in che direzione procede il mondo.
Io non ho problemi.
IO NON HO ALCUN PROBLEMA OGGETTIVO, REALE.

La chiesa

Viterbo da Dietro

Mi rifiuto

Di parlare del nazista in bianco.
Punto.