Archive for November, 2005
November night: undressing red.
Modella: Valentina
Foto protetta da copyright,tutti i diritti riservati (c)2005 CarloPulcini
Per volontà della modella è vietata la riproduzione o l'utilizzo non autorizzato.
Opera fuori licenza CC.
Matilde Serao
Quindici minuti di ritardo, la voce si scusa, inconvenienti tecnici di stazione: prevedibile. Ieri da padova i regionali avevano un ritardo medio di trenta minuti. Ragazzi si baciano lungo il marciapiede del binario uno, dal mio scompartimento di prima li vedo benissimo. Ci pensavo gia a Mestre, passivo ad altri saluti visti tra la folla: non mi mancano un paio di spalle piccole da stringere in un addio doloroso anche se temporaneo, quello che mi manca è una donna da cui tornare. Mani calde che aspettano di posarsi sul mio viso per sfilare gli occhiali e accarezzarmi il volto. Mi manchi tu, mi mancano le tue mani sottili che non stanno mai ferme, neanche intorno a quel bicchiere dritto e troppo grande. Mi mancano i tuoi sorrisi, i tuoi bronci, il modo in cui mi fai capire che hai voglia di me. I tuoi sussurri che si caricano di silenzi rochi. Dio se ti penso. Tanto. Troppo. Il posto in cui vivo mi aspetta: freddo e vuoto. Freddo. E Vuoto. Prima di partire ho rifatto quel letto tanto bene che sembra non ci abbiamo dormito mai. Ma io lo so e tu lo pensi,e se anche gli oggetti non portano memoria poco cambia. La macchia di rimmel sul cuscino è sparita diverse lavatrici fa eppure la notte mi sembra di sentire il calore dei tue seni schiacciati contro di me. No, non li apro più gli occhi a cercarti nel buio, non sono così sciocco, mi tengo la sensazione che tu sia con me sotto la trapunta invernale. E con l’illusione faccio l’amore, muovendo solo il respiro.
A silent november night

Modella: Valentina
Foto protetta da copyright,tutti i diritti riservati (c)2005 CarloPulcini
Per volontà della modella è vietata la riproduzione o l'utilizzo non autorizzato.
Opera fuori licenza CC.
Minuetto mon amour
Modella: Sconosciuta dal viso gentile.
Due pezzi facili


Sguardo distratto

Buffet della stazione
La cioccolata migliore degli ultimi anni, calda e densa, due bustine di zucchero. Modellini di motrici su binari appena sufficienti nelle teche alla parete. Arredi natalizi e neve finta, un’aria tranquilla di pomeriggio che muore di benessere. Un ferroviere, berretto rosso e capelli lunghi, legge il giornale e versa il te dalla teiera.
Tutto è cominciato da una teiera.
… ed è finito nel Viaggio.
Se la vedi ti innamori, ma non certo della terra di villette e capannoni, sono le donne, le ragazze, le ragazzine persino. Le donne di questa terra hanno una belezza feroce, urlata dai tratti sottili, dagli sguardi luminosi: eleganza. Le espressioni del viso, marcate, esagerate, aperte.Se le guardi distratto, è istantaneo e inevitabile: ti innamori. Ma che freddo Treviso!
Bravoaletto
-1 Credere a quello che dice la vostra donna come fosse il vangelo ( si quella specie di romanzo breve a quattro voci su cui molti basano speranze di vita eterna): contraddittorio, impreciso, costellato da incredibili e ben precisati miracoli, scritto con stile discutibile. Il finale peraltro è disgustosamente hollywodiano.
-2 Credere allo sguardo di lei, dopo. Dovrebbe dire :"Lo rifarei pure subito, non assicuro di sopravvivere ma è un rischio che corro volentieri."
Così uno si fa un’idea, grossomodo. Io, ad esempio, so di non essere un gran che: di solito mi posano la testa sul torace e si addormentano mentre le accarezzo, dopo. E adesso mi viene da pensare a tutte quelle che fingono l'orgasmo. Che cosa sciocca, e per altro inutile, cara:
- A) Non è che mi sto trattenendo per te piccola, è che sono proprio i miei tempi quindi non sperare che i tuoi gemiti e gridolini servano a farmi smettere. Se dici basta facciamo prima.
- B) Il TUO orgasmo non è il centro del MIO universo. Mi diverte, mi affascina, ma non è indispensabile per il mio equilibrio psichico, ne è la cura alle mie eventuali insicurezze.
- C) Se non vengo, non vengo. Non è carino rompere i coglioni in merito, ne pretendere di eviscerare tutti i miei ipotetici problemi psicologici con la figura del maschio nella società moderna (pretendendo di saperne più di chiunque altro me compreso). Noi uomini non possiamo simulare, al massimo fingiamo grande soddisfazione.
Ma quanto mi piacciono gli elenchi oggi..?
Francesco

Modello: Francesco, poeta.
Il regionale per Treviso è una singola carrozza motrice diesel. Sta al concetto di treno come una perla a quello di collana. Accelera rapida, guida sportiva per un treno, non poche difficoltà a scrivere. Gli interni tenuti molto meglio di quelle del lazio ci ospitano puliti, il riscaldamento funziona perfettamente. Totale passeggeri tre, personale due, se mollano le fasce possiamo sempre ammazzare il tempo con una bella partita a poker. Mi guardo intorno, Francesco scrive, il controllore è una rossa dal passo secco e deciso che ha molto più del fascino dell'uniforme. E pare saperlo più che bene.
Nevica su Treviso
Neve a Treviso, bloccati dalle nove in centro, se tale sia corretto definirlo. Stazione gelida e sventrata da lavori (illustrati da un rendering sbagliato: è di un’alto cantiere) eppure efficente, per quanto aperta al vento.
Giro a perder tempo, curioso, tra portici e vetrine lucidi, colori caldi ma solo per gli occhi. Biciclette ovunque, persino divieti di sosta specifici: con rimozione. Ratto di bici ad opera della forza pubblica, bella forza, i confini tra idiozia e lega nord li possiamo dichiarare "frontiera non presidiata".
Davanti a una banca, esposte a Nord, due panchine superstiti: poste li come tagliole per volpi, credo, visto il freddo. Le donne di Treviso sono belle in maniera stupefacente, anche le ragazzine ad esser sincero. Hanno tutte gli occhi puliti, trasparenti. Ti guardano dritto, sorridono poco, ridono che è pioggia di biglie in cristalleria. Il ponte sulla chiusa, giovani in gruppo, vestite con stile, con gusto persino, evitano il liceo con sottili righe di eyeliner .
Questo nord est, terra di vilette e capannoni, si veste di una magia moderna, da luce alogena:da città ‘bene con riflessi firmati. Made in Italy, Baby. Perchè in Italia, se lo sanno fare, lo fanno meglio.
E qui ti viene quasi da crederlo.
IC 700
0810A Chiusi al traverso
Il mio paese, visto dalla massicciata, è campi gelati:deserti.
Pozzanghere solide, a specchiare il mattino0826A
Stracci di neve sulle montagne. I paesi di Toscana li risveglia il sole.0833A Arezzo al traverso
Diretto verso Udine, mi vieni in mente con quel maglione nero e stretto adosso. Parigina da novelle vague, bellissima, imprechi sorridente contro il freddo. più di trenta e sei una bambina d'inverno. Chissà che facce, che gioia la mattina di natale. Ti immagino intenta a scuotere scatole assaggiando golosa il suono. E mi viene da mandarti un bacio. Come faccio a non innamorarmi più di te? Dimmelo tu, se lo sai, come devo fare.0842 Arezzo che sfila
Occhiali da sole: Neri.
Sciarpa: Di lana grossa.
Piumino: uso coperta.
Gambe: accavallate, dentro jeans.
La Lady dorme con la bocca aperta, non so ne mettermi a ridere o tirargli un’aringa.
1308A Mestre marciapiede
Mestre, binario 2 (la pensilina più brutta del veneto mi vien da pensare, poi le scoprirò tutte uguali), partiva un treno diretto a "NON SALIRE", convoglio nuovissimo, 2 motrici e una carrozza servizio passeggeri. Ovviamente son salito, e con me un violista capelli neri e ricci, non so se più distratto o altrettanto tignoso. No! Non ve lo dico come è "NONO SALIRE" di giovedì pomeriggio. Ho dato l'esclusiva a C.N. Traveller e forse ci tiro fuori una nuova meta per Alpitour…








0810A Chiusi al traverso