Archive for April, 2006
Merci al passo

c'era un tempo in cui le merci erano costrette a continue soste
cedevano la precedenza alle perrsone e alla fretta di chi viaggia.
c'era un tempo in cui bastava un passaporto e qualche timbro
per raggiungere il sasso gettato in un altrove immaginario o raccontato.
c'era un tempo,
fa che ci sia ancora.
Finestra

Una casa
abbandonata
don?t let me feel so
Mi fa stare male, questo non riuscire a tirare fuori, non riuscire a pensare ad altro, a spegnere il cervello. Non mi fa impazzire, no, quello non lo direi mai. Mi fa ammalare le lacrime, il lucido degli occhi. Mi viene quell’oppressione al respiro di quando si piange a lungo un amore non corrisposto, una storia nata male. Ma non c’entra niente una donna nel mio caso, è solo il mondo che è fatto così: che è insopportabile. Quel cielo grigio metallo sul mare gonfio da esser gravido di rabbia e frangenti, i riflessi del neon rosa e blu del bar nella pozzanghera insieme ai puntini delle stelle, i disegni dei fanali di coda sul raccordo in uno sguardo dall’esposizione lunga. La puoi sentire crescere la notte se fai silenzio abbastanza a lungo. Quale è il rumore che fa l’asfalto se nessuno lo calpesta? Figlia mia dovresti essere qui adesso, e non in chissà quale futuro lontano, perché il dolore di vedere è così vicino a quello di crescere che potremo farcela insieme. Questa macchina che tengo sulle gambe è un’arma da puntare contro ciò che mi ferisce, in un tentativo di difesa estrema dalla bellezza delle piccole cose. I luoghi più solitari sono i paradisi artificiali dell’uomo quando lui non c’è. Cartacce, odore di acqua stantia, gommatura di pneumatici che si decompone lentamente sulla strada, l’aria che da brividi. Vedere tutto come dal vetro di una finestra in questo immenso acquario dove dormono i mostri di buona volontà. E ho bisogno di notti così, sono uno che sta fuori, ammalato di quella poesia che non ti lascia scampo: quella che non ha mai i tempi giusti e lo spazio per la pubblicità. E mi piacciono le feste, solo quando tutti se ne sono andati, e ti spengono le luci addosso, e corrono a ballare i popcorn e bicchieri di carta.
Volatili

Andando in giro di festivo ti accorgi che
la gente è stupida come le papere.
Ok ,me ne accorgevo pure di feriale,
ma il 25 aprile è molto più evidente.
Trevi

La fontana in un momento di calma.
Una buona luce.
un?adolescente pessimista e sociopatica
L’ennesima petroliera che si spacca
Un’altra guerra stupida
Il milionesimo governante affetto da miope malafede
La scortesia quotidiana
Infiniti argomenti con cui tengo viva l’attenzione di un’adolescente pessimista e sociopatica, come i più intelligenti di noi sono a quell’età in cui ancora il virus della speranza non ha trovato la vaccinazione dei fatti. Lettere a una ragazzina, feroci e furenti, perché lei che non si è ancora prostituita l’onestà intellettuale a forza di compromessi può capire, può cogliere, e persino proporre soluzioni che mai nessuno prenderà neanche in considerazione. Quando risponderò al suo sdegno con un “che ci vuoi fare, il mondo è così” mi sputerà in faccia urlando, e questa sarà per me la garanzia che non mi sarà permesso arroccarmi nella comoda e demente assenza di giudizio. Lasciar correre ogni cosa con è segno di maturità è solo una resa, la rinuncia nello svolgere un ruolo. Sono arrivato a un punto in cui godo il piacere della stupidità altrui certo che le conseguenze le pagheranno e ben care, sono giunto allo sciopero a oltranza di consigli e suggerimenti e questo è male. Non credo più negli altri, sono convinto che l’uomo sia una bestia stupida e perversa con l’innata tendenza, in branco, a seguire l’esemplare più abbietto.
Il consiglio che do a mia figlia è: “Stai lontana dai gruppi, dalle folle, dalle religioni organizzate, dalle feste comandate, dai party convenzionali, dagli eventi pubblicizzati, dai film acclamati, dai locali recensiti. Brucia la rivista più letta, non comprare ciò che va molto questa stagione, la musica che cantano per la strada, non leggere il libro di cui tutti parlano, stai lontana dalle mode di massa. Godi dello spavento che suscita la tua diversità, celebra il trionfo della tua individualità, ascolta il pensiero di ogni singolo e deridi ogni portavoce, i comuni denominatori lasciali sotto la linea di frazione. Stai attenta a chi ti vuole comprare e ancor di più a chi ti vuole vendere, ricordati che niente è gratis tranne le cose per cui vale la pena vivere, che il successo pubblico non è la misura del valore ma della mediocrità. Che la virtù sta in mezzo ma è decisamente sopravvalutata, che nessuna scusa ci salva dal giudizio di noi stessi, che ogni volta che ti adegui hanno vinto loro.”
«I due giornalisti si recarono in Somalia per seguire la partenza del contingente italiano, passarono invece una settimana di vacanze conclusasi tragicamente».
Carlo Taormina, conclusioni della commissione d'inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Miaran Hrovatin, 6 febbraio 2006
Soprattutto pensa, usa al logica e la scienza, informati sui fatti: non credere mai alla loro verità!
Quando torno a casa

Poi nella mattina riusciremo a baciarci e a parlarci di nuovo, come se non ci fossimo salutati mai.
Figura

Figura in costume.
Maschera

Viso inespressivo
piume di vanità
dei miserabili questuanti il sangue rosso e il sacrifizio.
Maschera:
non sei altro che apparenza.
c'è chi vive nel riflesso…
finge che esista solo quello.
Pantheon

Davanti al Pantheon a finire un gelato.
Davanti al pantheon:
la seconda volta.
Tenersi la mano,
e un bacio che non si nasconde.




