Archive for April 26th, 2006
don?t let me feel so
Mi fa stare male, questo non riuscire a tirare fuori, non riuscire a pensare ad altro, a spegnere il cervello. Non mi fa impazzire, no, quello non lo direi mai. Mi fa ammalare le lacrime, il lucido degli occhi. Mi viene quell’oppressione al respiro di quando si piange a lungo un amore non corrisposto, una storia nata male. Ma non c’entra niente una donna nel mio caso, è solo il mondo che è fatto così: che è insopportabile. Quel cielo grigio metallo sul mare gonfio da esser gravido di rabbia e frangenti, i riflessi del neon rosa e blu del bar nella pozzanghera insieme ai puntini delle stelle, i disegni dei fanali di coda sul raccordo in uno sguardo dall’esposizione lunga. La puoi sentire crescere la notte se fai silenzio abbastanza a lungo. Quale è il rumore che fa l’asfalto se nessuno lo calpesta? Figlia mia dovresti essere qui adesso, e non in chissà quale futuro lontano, perché il dolore di vedere è così vicino a quello di crescere che potremo farcela insieme. Questa macchina che tengo sulle gambe è un’arma da puntare contro ciò che mi ferisce, in un tentativo di difesa estrema dalla bellezza delle piccole cose. I luoghi più solitari sono i paradisi artificiali dell’uomo quando lui non c’è. Cartacce, odore di acqua stantia, gommatura di pneumatici che si decompone lentamente sulla strada, l’aria che da brividi. Vedere tutto come dal vetro di una finestra in questo immenso acquario dove dormono i mostri di buona volontà. E ho bisogno di notti così, sono uno che sta fuori, ammalato di quella poesia che non ti lascia scampo: quella che non ha mai i tempi giusti e lo spazio per la pubblicità. E mi piacciono le feste, solo quando tutti se ne sono andati, e ti spengono le luci addosso, e corrono a ballare i popcorn e bicchieri di carta.
Volatili

Andando in giro di festivo ti accorgi che
la gente è stupida come le papere.
Ok ,me ne accorgevo pure di feriale,
ma il 25 aprile è molto più evidente.




