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  • Quando ero piccolo avevo bisogni, poi crescendo sono venuti i sogni, ora mi rimane solo ogni: ogni cosa è sempre colpa mia. 2012-09-29
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Archive for November 21st, 2006

APC

La porta è una di quelle di legno scolpito, grande maniglia d?ottone, come il coperchio di una bara di lusso, però più in grande. Niente neon altri disgustosi accenni di modernit? , due vecchi lampioni a petrolio e finestre di vetrogiallo spesso un palmo. L?APC di Geneva è uno di quei posti dove non vi farebbero entrare neanche sventolaste il miglior estratto conto di pap? , e neanche i cognomi altisonanti da salotto buono o capitalista coi soldi degli altri. Non è una questione di censo, ne di classe sociale, solo una cosa di reputazione, e di rispetto. Non varco la soglia con estremo piacere, anzi speravo di dimenticarmelo questo posto, lasciarlo sepolto sotto sei piedi di oblio e invece l?acqua passata prima o poi ti ripiove in testa. Mentre una maliziosa meraviglia corvina, molto vestita, mi accompagna in uno dei separé faccio attempo a guardarmi intorno per scoprire che malgrado tanti anni nulla sembra cambiato tra quelle pareti di pietra, solo la faccia del barman e le mani della mia giovane guida. La fine che avranno fatto le giovani che l?hanno preceduto non è difficile immaginare, per lo più amanti, qualcuna si è laureata, qualcuna si è costruita una carriera, lavorando qui si entra in una spece di rete benevola tessuta dalle persone meno benevole del pianeta, e l?uomo che mi deve un favore non è ancora arrivato concedendomi il lusso di far pace con i ricordi. Il mio latte con menta e ghiaccio tritato arriva come sempre nel suo boccale d?argento, tra lui e il pesante piattino lucidato a specchio un piccolo tovagliolo di lino grezzo, come quello che si usa per finire il filo alle spade. Questo posto e le sue tradizioni, tanto più vecchie di me. Le goccioline che si formano sull?argento, il leggero velo di brina, speravo non portarle più alle labbra ma un credito è come un debito alla fine, e pretende di essere onorato. L?onore vedete, sta qui tutto il motivo, il succo freddo della foglia di menta, è lui che mi apre quella porta così dura sui cardini. E se lui si presentasse con lei? Cosa potrei fare davanti a un debito e un credito di così diversa natura? Se si sedesse lei a questo tavolo pregherei di poter passare la mano, ma inutilmente.

E mentre sto con gli occhi chiusi è il profumo di lei che mi assale alle spalle. L?inferno non era mai arrivato così in fretta.