Archive for August, 2008
All’alba che ci sorprese dalla finestra, tanti anni fa.
Devo dire a una donna da cui ho imparato molto, negli anni in cui le lezioni erano ferite o carezze fatte di assenza, poche di quelle cose che dirle vorrei. E poiché i lunghi silenzi fanno di me un vigliacco le riesco sono a scrivere in un posto dove magari non le leggerà mai. E’ stata molto per me, ma non tutto, e per questo mi scuso e mi addoloro. Mi ha impartito la lezione più grande: quella fatta di onestà, eleganza, curiosità e fiducia. Nessun’altra donna ha fatto tanto per me, e sempre con il sorriso. Con onore.
Ecco la cosa più grande che può essere contenuta in un rapporto tra due persone: un’onorevole lealtà. Una donna che non è mai venuta meno alla parola data. Penso spesso a lei, al modo elegante in cui è entrata e poi uscita dal periodo più duro e buio della mia esistenza. Un amico stasera me l’ha ricordata con sei parole di una canzone che simboleggia per me la fine di quel rapporto, di quell’amore, tra due naufraghi nella corrente, tra due geni della fuga. Così, (Francesco Querin scrive:”se trova il tempo, mi troverà“…), sei parole per ricordare le stazioni di notte, le fughe interminabili da un capo all’altro dell’Italia, le attese in aeroporto, labbra che sapevano di caffè espresso.
L’immensa solitudine della distanza.
Ancora ti penso, e a lungo ancora ti penserò.
“Se la vedi dille ciao
salutala ovunque sia
e partita tempo fa
e adesso forse e in Tunisia
Dille che non si preoccupi
per le cose lasciate qui
e se crede che l’abbia scordata
non dirle che non e così
Abbiam’ dovuto dividerci
e sbatterci qua e la
ma per quelli che si amano
non e certo una novita
E adesso che se ne andata
e adesso che non c’e
e ancora nel mio cuore
e ancora vicino a me
Se mai la incontrerai
dalle un bacio da parte mia
ho sempre avuto rispetto per lei
per come se ne andata via
Se c’è un altro che le sta accanto
certamente non sarò io
a mettermi fra di loro
ci scommetto che non sarò io
Faccio un lavoro strano
vedo gente in quantità
e mi capita ogni tanto di sentire il suo nome
in giro per le città
E non c’ho fatto ancora l’abitudine
o forse mai ce la faro
sarà che sono troppo sensibile
o nella testa chissà che c’ho
Sole grande, luna blu
il passato e ancora qua
e so a memoria i ricordi
e il tempo prende velocità
Se tornasse da queste parti
il mio indirizzo la gente lo sa
tu dille che può cercarmi
se trova il tempo mi troverà” F. DeGregori – non dirle che non è così -
Grazie
perdute amarezze (polvere zucchero sul bordo delle labbra)
“An older version of me Is she perverted like me”
e dopo anni ancora,
di tutte le cose che sono cambiate
i miei sbagli non sono cambiati mai.
It’s not rocket science
Cosa rimane di un amore che non ha neanche rovine da lasciarsi dietro al di là di un cassetto e diversi 60X40 appesi alla parete?.
un accappatoio abbandonato
una vestaglia rosa
due pantofole impolverate che ricordano tempi migliori
un cassetto che non apro più neanche per sbaglio.
Poi c’è un letto sempre sfatto, candele mai più accese, due comodini ingombri che non ha mai senso ripulire, una cucina dimenticata.
Tornare a casa da nessuno dopo una regata, alle cinque di mattina senza dover far piano, anche questo è quello che chiamano libertà.
gran bella gioventù
Faccio una premessa, il tutto parte da una notizia divulgata dai mezzi di distrazione di massa ufficiali, tv-giornali delle banche e quant’altro, quindi è forte la probabilità che abbia un contenuto secco di verità inferiore al 20% come da legge. Non voglio offendere nessun essere umano con una famiglia una sensibilità e degli avvocati, soprattutto per via degli avvocati e delle costose e lunghe cause legali perchè della sensibilità altrui non me ne fotte minchia, quindi prenderò questa notizia e i suoi particolari esattamente per quello che sono: una fiction che se si ispira alla realtà comunque mantiene l’avviso che la coincidenza con fatti realmente accaduti è fortuita e non voluta. Giornalismo italiano nuovo stile.
C’è questa ragazza, giovane, probabilmente carina come molte ragazze giovani, in compagnia di un gruppo di ragazzi di cui ne conosce un paio, tutti Firenze benino, classe media residenti a casa con la mamma. Beve, inutile che si dica “la fanno bere”, perchè a parte che abbiano usato in un locale pubblico un imbuto o un francese medio con una sacca di etanolo collegata, la signorina è dotata di una volontà propria e con quella oltre che con le manine dalle unghie curate butta giù un bicchiere dopo l’altro insieme ai ragazzi. Ragazzi che sono tanti mentre lei e sola, ragazzi di cui ne conosce un paio e non è chiaro quanto bene, ragazzi con cui perde quasi conoscenza per la quantità di alcool consumata, ragazzi che anche loro sono molto al dì là della capacità di prevedere il moto oscillatorio del mondo. Forzata o consenziente segue i ragazzi all’auto, lì viene violentata più o meno da tutti pare. I ragazzi tornano a casa soddisfatti mentre lei procede al pronto soccorso e li denuncia. Fa bene, fa BENE, FA BENE!!!! e su questo non ho il minimo dubbio. Quelli lì è il caso che un magistrato lo vedano da vicino, e vengano messi davanti alle responsabilità che hanno dopo un atto del genere. Su di loro non c’è molto da dire, sono la schiuma senza senso che galleggia nella fogna della vita, il tipo di gente che non ha le palle per morire nelle risse e che infesta il mondo artistoide alternativo senza neanche morire rapidamente per l’abuso di droghe. Insomma bravi ragazzi della classe media, futuro da impiegato o pubblico funzionario, insomma la gente che rende questo paese unico e una tacca meno corrotto dell’Ucraina (sempre che non siamo ancora scesi in classifica) ma comunque più del Mali. E’ lei che attira la mia attenzione per due motivi contraddittori: stupida come una carpa nello sbronzarsi per giunta in una compagnia che non da garanzie circa la capacità e la devozione a gestire una femmina molto al di là della soppressione delle inibizioni e delle funzioni superiori, ma non oppone troppa resistenza e quindi non si fa ammazzare di botte o minacciare, riduce il danno (da un punto di vista di sopravvivenza fisica non certo di altro) e poi si difende usando la legge e i suoi diritti. Brava, non credo potesse fare di più nella condizione in cui era, ne si può chiedere alle donne il gesto eroico della resistenza senza speranza per giunta da sola contro diversi uomini alticci. Il piccolo problema è che questi sono bravi ragazzi, che poteva capitare a tutti, che sono figli di buona famiglia, che è una ragazzata, e che se la caveranno con la condizionale se non con la prescrizione.
Morale della favola?
Donna del terzo millennio, se esci con bravi ragazzi italiani, divertenti e generosi con le libagioni, resta sobria e armata. Per una volta il beneficio della condizionale te lo godrai tu.
Di bravi ragazzi che bevono e sbagliano è ora di cominciare a riempire le fosse, che non sia mai che finiscano i sempre migliori che se ne vanno.
Ah, se li assolvono mentre tu e solo tu credo sai quello che hanno veramente fatto e come è andata, investili sulle strisce, tranquilla va liscia e tu dormirai la notte.




