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Archive for May, 2009

In Europa lo facciamo meglio

pinzavictorflat1

La Victorinox, quelli del coltello dell’esercito svizzero originale, produce da qualche anno ormai una pinza multiuso che finalmente si può definire robusta ed efficace e che paragonata ai modelli di oltreoceano sembra realizzata con tecnologia metallurgica aliena.

Punto primo è interamente realizzata nell’acciaio victorinox: duro e allo stesso tempo assolutamente inossidabile: produttore non è sceso a compromessi e ha ingegnerizzato da zero il concetto di pinza multiuso, la realizzazione in una unica lega senza parti in plastica o di altri materiali ne massimizza la resistenza alla corrosione elettrolitica e chimica (resistenza a solventi e temperature estreme) tanto da poter indicare come metodo di pulizia dell’utensile l’utilizzo della lavastoviglie. Robustissima, si rivela di grande utilità in barca specie nella sua versione “swisstool x” che sostituisce alla seconda lama seghettata un paio di forbici a lama dritta. Mi sono abituato ormai da un anno ad averne una appesa alla cintura sia in regata che in una giornata qualsiasi, l’ho usata per svitare grilli, segare stecche della randa, tagliare cime, riparare occhiali, aprire cartoni, tagliare moquette, spellare cavi elettrici, riparare fuoribordo, e tutta quelle cose che solitamente richiedono una cassetta degli attrezzi mediamente fornita. Benchè non sia adatta a compiti specialistici o particolarmente gravosi (tipo smontare la saracinesca di una presa a mare) l’ho trovata addatta in più di otto situazioni su dieci. Sulla resistenza alla corrosione non posso che testimoniare l’eccellenza dell’acciaio svizzero utilizzato: ha resistito all’acqua marina per tre giorni a settimana, al sale, alla sabbia, a un paio di contatti con soda caustica e a un incidente con l’elettrolita per batterie sempre senza far affiorare ruggine o rimare intaccata. Le lame e gli utensili possono essere estratti a pinza chiusa ed ognuno ha un meccanismo di blocco in apertura che permette l’utilizzo sotto carico in sicurezza, l’unica manutenzione necesseraia è, nel caso di un utilizzo frequente come il mio, una lavata con detersivo per piatti ed acqua calda una volta a settimana utilizzando uno spazzolino da denti per rimuovere polvere e sporcizia accumulata tra le lame ed infine una leggera oliatura con semplice ed economico olio di vasellina per uso farmaceutico (3,90 euro al litro- ne bastano  due gocce per lato sui perni della sicura) che ha il vantaggio di essere compatibile con l’uso alimentare del coltello. E’ un oggetto che è facile trovare su ebay per cifre che vanno dai 40 ai 70 euro nuovo, compreso di fondina, mentre nei negozi italiani solitamente non marca meno di 125 euro.

Se vi serve una pinza multiuso da portare in barca lasciate pure perdere i carissimi leathercosi, c’è di meglio e pure fatto in europa.

La lama del coltello viene fornita appuntita, in tutti i miei swisstool la punta l’ho segata e ne ho limato e lucidato il bordo in modo da renderlo più sicuro per l’utilizzo a bordo, è uan modifica che consiglio e che è stata fatta propriopria dal produttore nella serie leggera “swisstool spirit”.

Four rooms (divided by two)

Four roomsLa mia camera da letto: tele alle pareti di foto che non faccio più, armadi pieni di cerate, roba un po’ dappertutto, flash da studio coperti di polvere.

Neanche un centimetro quadrato lasciato li per fare l’amore.

not here

Mia madre mi manda un altro dei suoi messaggi, mi chiede ancora se farò esami questa sessione.

Non so che risponderle, io che non ho la forza di arrivare stasera alle 2300.

E domani è un altro giorno di lavoro.

son sempre stato troppo sensibile, e nella testa chissà che c’ho

(no)sex and candies

(no)sex and candies

Il giorno di riposo comincia alle 1800 del giovedì ed è raro che arrivi oltre le 2200. Il tempo di fare una spesa solitaria da tredicenne, una volta mi piaceva cucinare ma era per qualcuno. Sono passato davanti casa tua due volte nel pomeriggio, la viabilità sembra cambiata, i loro cantieri non ce la fanno però a rosicchiare un percorso stampato nella testa. La macchina in cui dormivi mentre ti riportavo a casa finirà in una pressa la settimana che verrà. E io non sono più lo stesso.

Sto soltanto invecchiando.

Life. Is. Short.

Le nove di sera, mangio la pizza dal cartone, ancora addosso gli abiti sporchi. come tutti i giorni.

lifeisshort

oggi è arrivata la nuova macchina fotografica.

una compatta, perchè adesso è questo tutto lo spazio che ho.

Santa maria del lasco stretto stralla ‘sto tangone, benedetto

Andare su e’ tutta di spi, venire giu quasi e alla fine si issa. Una barca nata per correre va silenziosa a girare Giannutri, nessuno davanti e un solo verde dietro nella notte. Guardare il gps fino a che non si stancano gli occhi, trovare la rotta e il vento mentre il tailer di spi lo fa volare con la punta delle dita e il timoniere fa il filo alla poggia. Prendere acqua ancora e ancora con un 595 per una volta irrilevante, tecnica e tattica, tattica e tecnica, luna piena e la luce dei fari a segnalare le scogliere dure come la ghisa nera di fonderia. E l’isola nera, nella notte, si staglia di ombra nelle stelle, e ci fa girare con un insperato levante. La bolina senza vento, e l’arrivo inseguendo le macchie di brezza davanti Civitavecchia, due ore e mezza davanti al secondo tagliare la linea, poi si fa porto, si smonta, ci si saluta.

Equipaggio di una notte piacevole, di una regata tranquilla e complicata, e rimane da dire grazie a Riccardo Serrano’ armatore e timoniere di Streaptease per questa bella prova di 70 miglia di vento leggerissimo.

Bella barca, bella notte.

Mattine di maggio

SMS colpisce alle 0800 senza chiedere perdono, mia madre che mi chiede se mi sono trovato uno straccio di donna, se faro’ qualche esame nella sessione estiva, se voglio rimanere Peter Pan per sempre. Io che nel mondo delle favole non ci sono mai stato, come faccio a spiegarle che no, no una donna non ce l’ho perche’ rendere infelice una ragazza di notevole valore umano non e’ nei miei desideri, e per il tempo che ho e le attenzioni che potrei dare solo quello sarebbe il risultato. Al momento ho sei lavori di cui due dei tre principali scontano livelli di disorganizzazione altrui notevole e portano voi tanto tempo e tante energie. Degli altri tre inutile parlarne per carita’ cristiana e segreto professionale, anche loro sono presenti e richiedono tempo e competenze che non nascono dal nulla e che vanno ampliate ed aggiornate costantemente.

In breve, poiche’ sono il trionfo della flessibilita’ che la sua generazione ha propagandato a pieni polmoni e imposto con la forza delle armi sono uno che non e’ cresciuto…

E chi se ne frega, sto toccando con mano quelli che per tanti sono solo sogni, e non parlo dei soldi perche’ quelli mi servono a poco per fortuna, parlo delle occasioni e delle oppurtunita’ di fare, di imparare.

Il mio tempo libero lo passo tutto in mare, quale donna potrebbe convivere con questo ed esserne felice? A trent’anni sono troppo vecchio per vivere chiedendo il permesso ad un ricatto glassato di amore.

E una canzone, che mi e’ rimasta in bocca da ieri sera.

MISERABILE AMICA (Mercanti di liquore)

Tu mi chiedi che cosa sei diventata

Tu che passi le giornate chiusa nel tuo ufficio

Tu che sei sempre l’ultima ad andartene

E poi saluti la signora delle pulizie

Tu mi chiedi che cosa sei diventata

E arrivi a casa e poi mangi una pizza surgelata

E poi ascolti le chiamate sulla segreteria

E poi richiami chi non sa più dov’è che sei

Ti dico io quello che sei diventata:

Miserabile, miserabile, miserabile…

Tu mi chiedi che cosa sei diventata

Tu, lì sdraiata sul divano con la TV

Che fa programmi a cui non sei interessata

E ti addormenti che hai ancora addosso il tuo tailleur

Tu mi chiedi che cosa sei diventata

Che son tre anni che le vacanze non le fai più

Perché c’è sempre un’emergenza da sbrigare

E il tuo capo dice che la devi sbrigare tu

Ti dico io quello che sei diventata:

Miserabile, miserabile, miserabile…

Tu mi chiedi che cosa sei diventata

Tu che i regali li compri sempre all’autogrill

Che mandi i tuoi SMS e cerchi di giustificare

Che non hai tempo neanche di andare ad un funerale

Tu mi chiedi che cosa sei diventata

Tu che avevi un uomo premuroso e innamorato

Che se ne è andato quando gli hai detto, imbarazzata,

che tu un bambino non lo avresti voluto mai

Ti dico io quello che sei diventata

Ti dico io quello che sei diventata:

Miserabile, miserabile, miserabile,

miserabile, miserabile, miserabile,

sei miserabile.