Archive for July, 2009
One lens, one camera, one year
C’e’ un vecchio e validissimo esercizio fotografico che mi sento di consigliare a tutti quelli che voglio davvero migliorare la loro padronanza espressiva nella fotografia: un obbiettivo, una macchina, un anno. Per un anno si decide di utilizzare un solo corpo macchina con una sola lente, sempre e solo quella, portandola dietro ogni giorno e sforzandosi di fare la foto che si desidera utilizzando questo essenziale corredo. L’esercizio e’ piu’ duro di quanto sembri per chi e’ abituato ad avere a disposizione tutta la serie di focali che va dal supergrandangolare a super tele comprese ottiche macro specialistiche, una solo machina e una sola focale ti costringono a vedere la luce, a interpretare angoli e profondita’ di campo ma soprattutto portano alla trasparenza dello strumento. Come un pianista non si guarda le mani cosi’ dovrebbe poter fare un fotografo, dovrebbe riuscire a non dover pensare all’aspetto tecnico trasformando il frutto di tanti ragionamenti in azioni che si svolgono da sole mentre ci si concentra sul soggetto e sull’istante. Ricordo il periodo piu’ produttivo della mia vita e so che e’ debitore dell’anno e mezzo precedente passato a scattare con la sola Leica R8 e il 50 summicron. Un anno e mezzo di scatti rubati e pensati, pellicola in bianco e nero in interno come in esterno, alcune tra le foto piu’ dense che abbia mai scattato.
La focale giusta dipende solo dalla vostra personalita’, non ci sono regole specifiche tranne che sia fissa: niente zoom.
One lens, one camera, one year.
Quasi quasi lo rifaccio. Con la Eos 20D ed il leica 28 R Elmarit.
Stupida puttana*
Mi manchi molto anche tu, mi mancano i giorni di rimozione in cui eravamo due tarme da coperta rossa a guardale le Gilmore, la pentole nella cucina affianco. Mi mancano le battute, le risate, e le salvifiche tazze di te. Mi manca guardarti negli occhi senza dire niente quando c’è qualcosa che non va e stai per piangere o l’hai appena fatto. Quegli occhi sempre così belli e troppo grandi che non sono cambiati mai. Mi manca quell’affetto e quell’intimità come tra fratelli, quella comprensione istintiva. Mi manca tutto quello che ti rende un persona eccezionale e anche se abbiamo fatto bene ad andarcene tutti e due, a volte penso a come sarebbe stato restare e magari vincere fregando quella fottuta università.
Perchè per me, anche se sparisco e mi nascondo, sarai sempre una sorella.
Anche se non sono più li a farti ridere mentre piangi.
*tu lo sai che voglio dire




