Flickr Recent Photos
carlopulcini-.jpgcarlopulcini-1000025.jpgRegata Del FiascoRegata Del Fiasco
March 2010
M T W T F S S
« Feb   May »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  
Recent Comments
Categories
Archives
Tags
What I'm Doing...
  • era la ragazzina più incasinata che avessi mai incontrato. ancora oggi mi si apre un buco nel torace ogni volta che la ricordo. Bellissima. 1 week ago
  • schiena elena 1 week ago
  • sono un po' di giorni che vorrei una stampatrice per formati maggiori. Molto maggiori. 1 week ago
  • non cerco l'amore, non provo amore, e questa storia dell'amore da un po' di tempo ha rotto il cazzo. Inelegantemente. 1 week ago
  • Dormiamo, tu stasera sei una bellissima conversazione. 1 week ago
  • flavia 1 week ago
  • More updates...

Posting tweet...

Powered by Twitter Tools

Archive for March 4th, 2010

Bugie XXXVI

Scrivere mi pare così inadeguato certe volte, ma il video e l’immagine ferma sono molto più limitanti: come puoi rendere un odore, la sensazione della pelle che scorre sotto i polpastrelli, della lingua che scorre su una vulva fresca di rasatura, il sapore che ti lascia in bocca la saliva di lei dopo che se ne è andata. Allora scrivo, con Labbradilampone che approfitta della mia disoccupazione come scusa per passare in questa casa tutto il suo tempo libero, nuda, come ora che se ne sta acciambellata sul tappeto vicino alle mie gambe e fa i compiti con dedizione per meritarsi il premio. Come sostiene sempre Irene l’educare è una minchiata da sessantottini che non si sono presi abbastanza malattie veneree con la loro promisquità ortodossa, i mammiferi si addestrano. Mi piace averla intorno, mi fa tenerezza oltre a dare quel tocco femminile ad ogni ambiente col suo corpo flessuoso e tonico, le accarezzo i capelli, lei si gira e mi sorride poi si rimette a studiare. Io qui a battere sulla tastiera del portatile, cancellare, ribattere, cancellare, annoio persino me stesso.

Quando ha finito la lascio sedere di traverso sulle mie ginocchia mentre controllo quello che ha fatto, e il suo seno, gli esercizi di algebra, e il suo ventre glabro, ed infine la interrogo un po’ sui due capitoli di storia per domani, non la trovo incerta ne carente. La fisica, quella è un disastro, ma non mi sento di addossare a lei le scarse capacità didattiche del docente quindi mi faccio carico io di istruirla passo per passo e con piacere perchè il suo intelletto vivace non solo mi segue ma spesso propone interessanti divagazioni. Quello che mi secca è non avere del gesso e una lavagna, perchè per la fisica ci vogliono entrambe insieme a gente che si scanna… una lezione ordinata di Fisica generale è sintomo primo di morte intellettuale della classe, ma questo nei licei non lo capiranno mai.

Brava è stata brava, si è applicata senza risparmiarsi ed è riuscita, adesso quindi è il momento del premio:
«Tutto bene, complimenti, adesso vai a prendere quello che serve.» Lei sparisce elastica come un felino, sa cosa prendere e dove trovarlo, in pochi minuti torna, l’interno delle cosce lucido, eccitata. Sul tavolo del salotto stende l’asciugamano di lino, ci posa verticale il flacone dell’olio gel per neonati, si accosta al bordo e si china in avanti fino a che non posa il busto sul tessuto, gambe divaricate che toccano terra e mani saldamente aggrappate al bordo ai lati delle natiche. Mi avvicino, sbottono la patta dei pantaloni e lo tiro fuori ormai quasi eretto, non c’è fretta, prendo l’olio e lo faccio colare dall’alto in un filo cristallino che precipita nel suo ano, delicatamente vi introduco l’anulare, gioco un po’ ad esplorarla, a dilatarla, all’anulare segue il mignolo, lei geme sporadicamente, altro olio cola vischioso. Appoggio il mio cazzo ormai solido a quel foro tondo e luccicante, spingo con lentissima decisione, in un solo lungo movimento sono dentro di lei per quanto ho da offrire.
Comincio un paziente movimento, esco per metà, entro, esco quasi completamente, entro, come profondi viscidi baci al mio uccello. Non la tocco, non la masturbo, mi godo il suo corpo e ottempero alla mia parte del patto dandole il suo premio: la sua profonda, interminabile e passiva sodomizzazione. Anche questa volta come le altre andiamo avanti per una quarantina di minuti prima che mi decida ad uscire da lei, insoddisfatto, lasciandola svuotata che si dirige in bagno e poi si prepara per andare a casa senza orgasmo, elettrica e con i capezzoli eretti. Ha concordato l’entità del premio scolastico con Irene la quale ha posto la condizione che rinunciassimo entrambi al piacere finale.

Quella femmina è perfida e manipolatrice, dopo cena la sbatto sul letto e la rovino che Giulia mi lascia addosso la voglia dolorosa e pulsante del sesso di rappresaglia.

E adesso da bravo devo riportare la piccola a casa, senza abusare di lei, ne della sua bocca per spegnere questa insistente erezione. Guarda che sacrifici bisogna fare per l’istruzione superiore delle giovani generazioni, mi sento proprio un bravo fratello maggiore, una italica figura parentale modello quasi alla DeAmicis.

E’ una vita di stenti e di privazioni.

bugie 36  Bugie XXXVI

Nulla di quanto è scritto qui corrisponde a verità, lo dico per preservare le vostre candide menti e quelle schifosamente borghesi della vostra giovane progenie.