Flickr Recent Photos
carlopulcini-.jpgcarlopulcini-1000025.jpgRegata Del FiascoRegata Del Fiasco
March 2010
M T W T F S S
« Feb   May »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  
Recent Comments
Categories
Archives
Tags
What I'm Doing...
  • era la ragazzina più incasinata che avessi mai incontrato. ancora oggi mi si apre un buco nel torace ogni volta che la ricordo. Bellissima. 1 week ago
  • schiena elena 1 week ago
  • sono un po' di giorni che vorrei una stampatrice per formati maggiori. Molto maggiori. 1 week ago
  • non cerco l'amore, non provo amore, e questa storia dell'amore da un po' di tempo ha rotto il cazzo. Inelegantemente. 1 week ago
  • Dormiamo, tu stasera sei una bellissima conversazione. 1 week ago
  • flavia 1 week ago
  • More updates...

Posting tweet...

Powered by Twitter Tools

Archive for March 5th, 2010

Bugie XXXVII

Venerdi’ piovoso, Giulia sulle punte, tra le altre che non hanno ne colore ne forma, lei, guardo solo lei e il suo viso estatico nello sforzo, nel dolore delle dita che sanguinano. Danzano vestite, un peccato per chi conosce gli splendidi lavori di Dieter Blum, tiro fuori dalla sua custodia di pelle la macchina fotografica e le scatto una foto, una sola, poi la metto via.
Labbradilampone quando ancora non era di Irene.

Il senso di bellezza che mi trasmettono le ballerine e’ impagabile, mi penetra dentro con l’odore del sudore femminile, la musica classica, il pavimento di quercia sotto i piedi nudi. L’insegnante mi guarda e mi sorride ogni tanto, una riga appena accennata sul viso, sono il suo pubblico, la silenziosa presenza maschile che non puo’ essere toccata, non come uno dei suo ballerini. Li, compostamente piantato sui miei piedi nudi con i miei pantaloni ben stirati e la camicia scura del clergy, sono semplicemente un uomo, un maschio, privo di qualsiasi funzione accessoria atta a definirlo quindi maschio e basta. A sentire Giulia questa cosa manda un po’ fuori di testa la parte femminile del corpo di ballo, fidanzatissime comprese, e le provoca infinito piacere i sibili che provoca quel suo uscire appesa al mio braccio mentre le porto la borsa. Per sfotterla la chiamano Labbra, conseguenza del dono di Irene che le adorna il collo, labbra di qua, labbra di la’, una malizia infantile che al suo ennesimo ripetersi finisco per trovare nauseante nella sua banalita’.

Mentre si fa la doccia la aspetto in corridoio, ha tanta voglia di correre a casa per farsi scopare che esce dalla porta dello spogliatoio con i capelli ancora bagnati, gocciolanti, le prendo l’asciugamano dalla borsa e cominci a frizionarglieli li in mezzo al corridoio, lei immobile con gli occhi chiusi e quella felina espressione di godimento che le si dipinge sul volto quando le metto le mani addosso. Passa una delle sue colleghe:
«Hai trovato chi ti fa da papa’ cosi’ puoi continuare a fare la piccola di casa e’ Labbra?»
Il tono di malizia sociale che usa lo trovo particolarmente sgradevole, tanto da replicare:
«Signorina sappesse dove sono state queste labbra.» mentre lo dico la fisso dritta nello sguardo fino a che non abbassa gli occhi al pavimento, oddio non proprio al pavimento credo si siano fermati piu’ all’altezza del cavallo dei miei pantaloni, e diventa di un magnifico rosso scarlatto. Mi richiama alla memoria qualcuna delle varie ombrettoverde, una biondina con gli occhi chiari e le efelidi sul viso che arrossiva in una maniera irresistibile quando le sue coinquiline bussavano alla porta mentre la scopavo nella vasca da bagno. Poi fugge via, non aveva mai sentito la mia voce prima poiche’ li dentro rivolgo la parola solo all’insegnante e anche con lei da tempo la comunicazione e’ incarnata da gesti delle mani e rapidi movimenti dei muscoli facciali pieni dell’espressivita’ di un’artista del corpo.

Una vittoriosa Labbradilampone se ne resta seduta sul divanetto posteriore fino a casa senza fare nulla di piu’ rumoroso del respirare, con la capigliatura bagnata e sconvolta sembra ancora piu’ giovane ed io colpevolmente piu’ adulto.
«Stasera non fare assolutamente nulla.»
Me la porto nella stanza da bagno, la spoglio, la infilo nell’idromassaggio e me ne torno in camera con i suoi abiti, dopo pochi minuti la raggiungo e la trovo gia’ rilassata. Tempo di carezze, di baci, di giochi, di tenerla in braccio mentre le faccio l’amore con foga, le mie mani aperte sulla sua schiena, le sue gambe sottili attorno ai miei lombi, ancora e ancora. In quella vasca finisco per addormentarmi con la testa appoggiata al bordo e lei ancora sopra di me, abbracciata a me, obliante. Irene ci trova cosi’, va nella nostra camera e prende la mia macchina fotografica, fissa l’inquadratura dei nostri due corpi abbandonati nella vasca, la luce della sera grigia che accarezza gentile ogni forma, poi se ne torna di la’ senza disturbare.

La fotografia: Labbradilampone adesso che e’ sua.
Perdendo l’innocenza tutti abbiamo guadagnato molto di piu’, e in una giornata di pioggia spicca ancor piu’ dannatamente agli occhi.

Quando mi sveglio mi sento un po’ un disastro, le mie vertebre cervicali non hanno apprezzato, asciugo me e Giulia poi come i due bambini che siamo andiamo a giocare sul letto di mamma e papa’ che poi sarebbe leggittimamente il mio e di Ire, lei ci raggiunge, ce la tiriamo sopra, la spogliamo afforza e poi tutto cominci a diventare sfocato.

Gioioso. Perche’ il piacere puo’ essere anche gioioso e spontaneo come i giochi dei bambini.

bugie 37  Bugie XXXVII

Nulla di quanto è scritto qui corrisponde a verità, lo dico per preservare le vostre candide menti e quelle schifosamente borghesi della vostra giovane progenie.