Flickr Recent Photos
carlopulcini-.jpgcarlopulcini-1000025.jpgRegata Del FiascoRegata Del Fiasco
March 2010
M T W T F S S
« Feb   May »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  
Recent Comments
Categories
Archives
Tags
What I'm Doing...
  • era la ragazzina più incasinata che avessi mai incontrato. ancora oggi mi si apre un buco nel torace ogni volta che la ricordo. Bellissima. 1 week ago
  • schiena elena 1 week ago
  • sono un po' di giorni che vorrei una stampatrice per formati maggiori. Molto maggiori. 1 week ago
  • non cerco l'amore, non provo amore, e questa storia dell'amore da un po' di tempo ha rotto il cazzo. Inelegantemente. 1 week ago
  • Dormiamo, tu stasera sei una bellissima conversazione. 1 week ago
  • flavia 1 week ago
  • More updates...

Posting tweet...

Powered by Twitter Tools

Archive for March 9th, 2010

Bugie XXXVIII

Neve o quasi, gocciola sciolta e fredda fuori della finestra, chiuso in casa con Giulia addormentata sul divano ed Irene in vena di coccole, il freddo la mette sempre di umore melanconico. Non più addosso ma molesti nel ricordo i capelli di Lize, fresature di ottone, e noi due che ce ne andiamo a cena da innamorati e poi di nuovo nella casa familiare da fratelli. E il sesso, quel sesso sporco dopo l’attesa, dopo l’assenza, la prima volta che la prendo nella notte del sabato è frettolosa e feroce. La lascivia viene dopo, copiosa e dal sapore di zenzero candito, i nostri corpi di nuovo in confidenza, di nuovo stretti a scambiarsi la traspirazione per contatto, il tempo che do a Lize è orizzontale, intimo, a scriverlo sembra di ripetermi mentre per le mie mani, per la mia pelle, ogni contatto si somma al precedente, si stratifica denudandomi. Allontanarmi da lei mi è doloroso la domenica mattina presto, la scopo un poco mentre dorme e la lascio a metà, con un bacio sulla bocca mentre fuggo come un ladro, borsa già pronta in macchina e autostrada fino a Civitavecchia Sud, negli occhi il viola del cielo di tramontana che si sta facendo, ampiamente in anticipo su qualsiasi appuntamento. Arrivo a bordo e mi cambio, la barca è aperta come sempre, non c’è nessuno in giro così presto, la condensa notturna su ogni superfice e l’aria densa, l’odore sordo dell’acqua, io che da solo tiro fuori il sacco del genoa uno e lo preparo in coperta, poi mi metto a passare il circuito dello spi. Mi rilassa, mi lava via la dolorosa mancanza del calore di Lize sul mio ventre, dei suoi seni nelle mie mani ora gelide e zuppe.

Poi arriva il nonno con tanto di Labbradilampone, un paio di amici del club uno dei quali accompagnato dal pargolo e dulcis in fundo Irene che era un bel po’ che non veniva in barca, appena al completo molliamo gli ormeggi sotto un sud leggero e senza onda, neanche il tempo di uscire che è subito bolina con Ire alla randa e il nonno al timone mentre già si pensa di cambiare il fiocco.  A scrivere di mare non sono bravo quindi è inutile che la tiri lunga, sono uno di prua e con me c’è Giulia che ha quella rara e incredibile dote delle ballerine di portarti praticamente volando sacco dello spi davanti a barca più che sbandata senza reggersi mai alla draglia neanche per un attimo. Ogni volta che lo fa mi fa venire una rabbia feroce, invidia, e da quest’anno può persino fare equipaggio in regata… e si vede da come il nonno porta la barca che ci sta facendo su un pensierino di ricominciare a dar battaglia. Il nonno, lo trascuro troppo, è così felice di averci qui tutti insieme, di godersi un po’ la famiglia, e se lo merita pure perchè è un grand’uomo il nonno.

Che bella la Domenica in mare.

E si torna al martedì, a questo freddo maledetto, a Giulia che mi prendo in braccio e mi porto a letto con Ire che mi segue, e ci infiliamo tutti e tre sotto le coperte. Si l’idea è quella di partire con le coccole ma non ho ben capito come a un certo punto mi trovo steso sulla schiena con la liscissima fica di Giulia in bocca,  Ire che si muove col mio uccello ben piantato dentro mentre loro due che si baciano e si accarezzano i seni.

Come serata invernale immagino ci sia di peggio, ogni tanto devo mordicchiare un po’ forte Giulia per non farla cedere all’orgasmo, e i gemiti di irene che sbatte con forza le sue natiche sulle mie gambe sono il suono più bello che conosco.

E poi non c’è mai niente di interessante in TV.

bugie 38  Bugie XXXVIII

Nulla di quanto è scritto qui corrisponde a verità, lo dico per preservare le vostre candide menti e quelle schifosamente borghesi della vostra giovane progenie.