Archive for January, 2011
Non è trafficare le cime che …
Non è trafficare le cime che consuma il marinaio.Nostalgia è parola inventata da un popolo di isole e mare. DesiderioInappagatodiRitornare.
Alle undici di domenica mattin…
Alle undici di domenica mattina io, del tuo cazzo di DIO che mi ama, non ne voglio sapere niente!
Bugie C
Le due ”piccole troiette incestuose”, per usare una definizione affettuosa di Irene che spesso utilizza come vezzeggiativo domestico, hanno rudemente interrotto il mio sublime venerdì di ozio e facezie per procura. Mi squilla il terminale portatile, la suoneria riservata alla mia lasciva Labbradilampone, per avvertirmi con parole brevi che sono atteso nell’ufficio di presidenza del liceo al fine di ritirare le mie piccole iene prima che combinino ulteriori casini. Al momento il loro possibile essere ”ulteriori” non mi preoccupa troppo, ho subito pensato a qualche loro bizzarra macchinazione per dare scandalo e aggiungere un po’ di pepe all’irreprensibile quanto ipocrita moralità integerrima dell’istituto e dei suoi promettenti allievi, ma una volta arrivato ho dovuto ricredermi.
Un padre imbarazzato, le due ragazze in posizione marziale danno le spalle rigide a una parete vuota distante circa un metro, il preside in attesa. Quando la segretaria mia annuncia io sono già dentro l’ufficio di un paio di passi e un rapido scambio di sguardi con mia sorella mi fa capire che non c’è nessun pericolo imminente, la situazione tattica è sotto controllo, nessun avvertimento nel linguaggio da battaglia di famiglia circa il tenere la guardia ben alta.
Mentre il signor preside cerca di riaversi dal dispiacere di avermi ospite del suo istituto, ricorrente come un incubo, prendo la parola per primo, tanto per non farlo illudere di aver il controllo della futura conversazione:
-Dobbiamo smetterla di vederci in questo modo, mia moglie inizia a sospettare.
La battuta è vecchia, trita, ma se la si pronuncia con la giusta serietà è inevitabile suscitare il riso ed anche l’uomo che non conosco regala un sorriso teso e incongruo al resto del suo linguaggio del corpo.
-Signor Buendia (il mio cognome è mio, seppure fortunatamente non mio soltanto) mi dispiace informarla che questa mattina è avvenuto un increscioso … episodio …
-Mi scusi, ma con i suoi metodi finiamo oltre la pausa pranzo. Labbra! Rapporto.
E mia sorella, da buona allieva di Ire e quindi verace discepola indiretta del colonnello sintetizza.
-Uno studente nuovo appena trasferito qui mi ha dato una sonora pacca sul culo in corridoio, prima che decidessi la reazione appropriata Boccadimiele ha istintivamente preso in custodia la mano, strumento dell’offesa, e l’ha utilizzata per far comprendere al suo proprietario la scortesia del gesto.
-E’ stata efficace?
-Non so se ha compreso in dettaglio, ma lo hanno portato via in ambulanza quindi dovremo attendere per le verifiche.
L’uomo che non conosco appare prima raggelato dall’esposizione e poi torna ad essere visibilmente imbarazzato. Quell’uomo di mezza qualità che è il dirigente scolastico riprende la parola.
-La versione, per quanto inusuale, pare veritiera anche in base alle testimonianze degli altri ragazzi presenti. A dirla tutta si è immediatamente formato una specie di fan club della signorina Maria Rosaria a composizione non esclusivamente femminile…
-Preside, perchè sono qui?
-Abbiamo provato a contattare il signor Ottaviano come risultava dalla scheda di sua sorella e lui ci ha informato che è fuori città e lei avrebbe fatto le di lui veci, visto che comunque ritenevamo oppurtono informarla di persona…
(Quest’uomo è sempre stato di una prolissità viscida e inconcludente, non capisco come non sia finito a fare il giudice di corte d’appello.)
Siamo imbarazzati per la situazione, allo stesso tempo ci è difficile stabilire una punizione per il ragazzo e anche per gli eccessi difensivi dell’amica di sua sorella.
-Eccessi difensivi?
A rispondermi è il padre del marrano.
-Mia moglie mi ha chiamato dal pronto soccorso, la diagnosi è lussazione della spalla con stiramento dei legamenti del gomito e frattura composta del polso destro.
Guardo all’indirizzo di Bouche e le faccio : – Gran bel lavoro ragazzina. Complimenti.
Lui invece mi fissa accigliato: -Mi scusi?!…
-Lei è un genitore fortunato e ora le spiego perchè, primo per proteggere la sua AMANTE, non semplicemente amica caro signor preside, mia sorella non solleverà l’accusa di molestie sessuali nei confronti di suo figlio, in cambio varà il silenzio circa i risultati della legittima difesa. Sappiamo entrambi come finirebbe l’accusa di molestie e quanto terminerebbe per essere una macchia sul futuro del ragazzo, mentre quella di aggressione è difficile da far stare in piedi visti i radicati pregiudizi circa gli uomini che si prendono libertà ingiustificabili con le giovani donne. Secondo, il pargolo espansivo se l’è cavata non troppo male, avesse deciso di reagire la mia sorellina, ritenendosi giustamente minacciata, probabilmente ora lui giacerebbe scomodamente in un letto monitorato di terapia intensiva dopo un intervento di urgenza volto ad estrargli una penna biro di lega di titanio conficcata in un polmone. Quindi mi pare non sia finita troppo male.
-Lei quindi propone di lasciare le cose così come stanno, niente denunce, niente sansioni disciplinari. Nessun’altra conseguenza per le persone coinvolte ed in particolare per mio figlio.
-Mia sorella è ormai una donna adulta ma posso parlare in suo nome, garantisco che non ci saranno ulteriori conseguenze, e spero che quanto successo sia stato educativo per il suo erede.
-Quel ragazzo tende a cacciarsi nei guai… sa come sono nel periodo della crescita.
-Ho tre figli neonati e altri ne arriveranno, c’è tempo. Per ora ha fatto esperienza solo di femmine adolescenti, e come vede sono piuttosto assennate se ci si prende la briga di addestrarle allo stato dell’arte.
-Ne parla come se fossero dei soldati.
-Sono anche dei soldati, come ogni essere umano che si rispetti. La specializzazione va bene per gli insetti.
-Mi permetta di dissentire, sono solo due ragazzine
Lo interrompo bruscamente, può anche avere il doppio della mia età ma non mi pare abbia il tipo di esperienza che gli permette di distinguere un individuo che sa combattere da una pecora glabra a due zampe.
-Dove è al momento il suo ragazzone?
-In ospedale.
E li si ammutolisce, perchè anche lui evidentemente se si applica comprende. Ci stringiamo la mano e non ci saranno burocratiche conseguenze alla scaramuccia giovanile, con sollievo lasciando l’ufficio dico al preside che porto via le piccole, Labbra firma da sola la sua uscita anticipata sul registro.
In macchina andando a casa:
-Il polso, il gomito e la spalla. Quanto ci hai lavorato su quel tipo?
-Movimento unico, un filo troppo energico ammetto, è che ho un po’ più massa muscolare di un tempo.
-Movimento unico?
-Otto anni di aikido a qualcosa tornano utili Aure.
-Però, e brava la nostra Bouche. Mi sa che è dai tempi di Ire che una ragazza non stendeva qualcuno in quella scuola.
-Tua moglie ha fatto parecchie vittime?
-Sai come è fatta, si divertiva così girando apposta ”sola e indifesa” negli angoli bui, da giovane era un’attaccabrighe.
-Irene è un animale da prima linea, ma l’amore mio Boccadimiele oggi è stata epica, grandiosa.
Ho come il sospetto che il tutto sia stato scatenato dalla gonna corta scozzese a base rossa con le autoreggenti nere che le ragazze indossano oggi, ben intenzionate a suggerire che genere di sabato le attende.
Ire è a casa nel giorno semifestivo, saluta tutti all’ingresso poi le femmine corrono di la in cucina a confabulare tra di loro, quando mi unisco le trovo con i calici colmi fino al giusto mezzo di vino bianco, tranne quello di Giulia che stranamente preferisce bere acqua, anche Lize sembra congraturarsi con quella bestiola possessiva della nostra fotografa. Le donne di casa mia sono tutte affette da un’antisocialità impressionante, lo dico in generale visto che io di certo non ne sono affatto impressionato, ma cosa vuoi, il signore da e il signore toglie.
Alle quindici e quarantacinque arriva Ottavio con il frecciarossa 9517, passo a prenderlo con le ragazze per poi gironzolare tutti e quattro un po’ per la città a perdere il resto del pomeriggio. Non giocherò mai più a biliardo contro quelle due piccole troiette incestuose, mi hanno svuotato il portafoglio e reso sospettoso riguardo la loro virtù. Che batosta ingominiosa.
A volte “Ti amo.” signific…
A volte “Ti amo.” significa: sto pensando di ucciderti. A volte significa: sto pensando di ucciderti lentamente…
Le alpi la colgono svuotata e …
Le alpi la colgono svuotata e addormentata in amore con la custodia.
Bugie XCIX
Sono di sotto in camera di Giulia che sperimento con lei il sofà nuovo mentre Bouche ci riempie di scatti con la Leica S2, sta sviluppando una definita muscolatura della braccia a forza di maneggiare quel mostro, e io adempio al mio dovere di riempire la mia sorellina di seme. Scopare con le interruzioni per far arrivare la luce nel modo giusto leva gran parte della spontaneità animalesca all’atto, ma per l’arte delle ragazze si potrebbero fare ben superiori sacrifici. Il Sofasosexy è veramente spazioso ed ha proprio la consistenza giusta, tralasciando il fatto che la pelle nuova aderiscie a ventosa quando ci si schiaccia qualcuno nudo contro con troppa foga come la mia piccola Labbradilampone. Ha un’espressione di puro lascivo godimento mentre la sua testa reclinata all’indietro si perde con la sua curva nel vuoto oltre il basso e morbido bracciolo imbottito di piume d’oca, Bouche non ne perde neanche il più piccolo dettaglio poco professionalmente eccitata. Non è una supposizione la mia visti i suoi capezzoli radunati in punte dure contro la camicia ed il lucido che si intravede sul lato interno e tenero della coscia, Quando è tornata aveva nella borsa il suo concetto di abito da casa: camice saccheggiate dall’armadio di Ottavio, ora nella domus indossa solo e soltanto quelle con le maniche risvoltate fino ai polsi. Non è affatto buffa con tutto quel dono muliebre che le preme davanti contro la stoffa ed i bottoni slacciati ad arte a formare una scollatura che si ferma poco sotto la parte più morbida delle mammelle, è seducente in maniera tutt’altro che complicata.
Quando ci fermiamo non è per una pausa, sono proprio venuto in un orgasmo di proporzioni Hitleriane ed ho solo voglia di starmente un po’ steso cinque minuti con gli occhi chiusi a godermi il momento e la sensazione di un dovere a cui sto adempiendo con vigore: concepire la vita nel ventre della mia Labbra. Ovviamente questo è una delle cose che la ragazza di mia sorella non capirà mai, infatti cerca di parlarmi subito dopo e mi rovina tutta la poesia: le femmine non vanno lasciate brade, non sono animali dotati di senso dell’opportunità.
-Questa storia della gravidanza è proprio inevitabile?
-Non ti pare un po’ tardi per muovere opposizione…
-E’ che Labbra con il pancione, poi la nausea, e soprattutto quei cosi che escono da lei…
-Hai qualcosa contro i bambini
-Dovrei dire di no, non è che li odio, ma non mi dicono niente nella migliore delle ipotesi.
-E nella peggiore?
-Sono un’enorme, poliforme e strutturata rottura di coglioni.
-Signorina!
-Quando ci vuole ci vuole, ha appena fatto diciotto anni che tu già vuoi fecondarla.
-Chiariamoci: è lei che lo vuole, anzi lo pretende. io sono quello che ha promesso.
-Allora non c’è proprio nulla da fare, la mia ragazza è una testona inamovibile su certe cose.
-Quali ad esempio?
-Le decisioni che prende lei.
Labbradilampone, più assente che no è infastidita dal nostro animato disquisire e lo fa capire bene anche strascicando le parole con il viso nascosto nel diedro che il bracciolo fa con lo schienale:
-Aure
-Si
-Falla stare zitta, come ti pare, infilale qualcosa in bocca e falla stare zitta.
Ora già mi aveva rovinato il taumaturgico post orgasmo, ora ricevo pure una richiesta ufficiale, Buoche capisce al volo e fa in tempo a posare la macchina al sicuro sul pavimento prima di finire stesa sulla schiena con la fica sul borto del letto e la camicia che collaborativamente ha provveduto ad alzarsi da sola fino all’ombelico, io raccolgo la sfida inginocchiandomi a terra e comincio a mangiarmela con spirito vendicativo. Lei ha capito che deve stare zitta e si morde il labbro inferiore mentre la frugo senza alcun complimento o remora, so benissimo come desidera il piacere dato da un uomo: deciso e impositivo. Mi limito ad usare la bocca e le dita, Labbra sta sfiancando il mio uccello e devo conservarmi per la sua brama procreativa, mentre Bouche cerca di sfuggire, di sottrarsi, con piccoli scatti addominali, con un braccio di traverso al bacino la inchiodo al letto come una farfalla e continuo ad intrufolarmi in lei, dentro e attorno alla sua turgida carnosità rosa scuro, continuandola a nauseare di orgasmi a cui non riesce a fare argine ormai oltre la soglia del piacere consensuale, proiettata nel regno privo di riferimenti dello spasmo continuo e incontrollato. Senza fiato, fino a che non smette di dibattersi e io allora so che ho sono proprio andato oltre ed è finita come al solito quando esagero con lei, tanto che una Giulia più che presente che prima si limitava a osservare comodamente dal divano mi arriva alle spalle e mi strofina l’ispida capigliatura con una mano come fossi un bambino od un cucciolo di cane pasticcione.
-Ecco. Bravo. Adesso me l’hai rotta.
Io la guardo, la faccia cosparsa dei succhi della sua amante, con un’espressione ingenua e fintamente colpevole, lei si lascia andare ad una risata soffocata.
-Rivestiti e vai su a importunare qualcun’altra, che ne so, nostra sorella per esempio. Io la infilo sotto le coperte e aspetto che rinvenga la mia donna che hai ridotto a questa specie di cosa arenata qui.
-Almeno quando si sveglia sarà di buon umore.
-Su, va via, hai pure una casa e una famiglia, vai.
Io vado su, mi faccio una meritatissima lunga doccia e poi in accappatoio mi fermo da Lize che sta cambiando i piccoli. Incredibile ma mi offro come aiuto, e poi rimango li a giocare con i piccoletti tutti insieme sul lettone, la cosa più bella di oggi: lo sguardo del mio pescerosso, felice.
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