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  • Un'amica con cui parlare, anche solo alla tastiera, è la cosa che mi manca di più. Adesso ho una fidanzata: la mia realtá è il litigio. 2012-10-08
  • Sogno una dialogo senza violenza, una di quelle conversazioni intime che si possono avere con un'amica sincera, una sera di pioggia. 2012-10-08
  • Ora di occuparmi di me stesso. 2012-10-06
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  • "O mia dolce venere di rimmel" 2012-09-29
  • Quando ero piccolo avevo bisogni, poi crescendo sono venuti i sogni, ora mi rimane solo ogni: ogni cosa è sempre colpa mia. 2012-09-29
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Archive for August, 2012

Bugie CXIX

-Domani licenzio Giulia.
-La piccolina si e’ messa nei guai? Si e’ fatta sorprendere mentre tri suggeva l’uccello sotto la pregiata scrivania?
-Niente del genere, e’ estremamente ligia ai suoi doveri professionali.
-Vorresti dirmi che detti doveri non comprendono il ristorare il tuo dirigenziale uccello con la sua linguetta nelle pause?
-No, e’ una delle cose esplicitamente proibite, nessun contatto fisico sul lavoro.
-Che noia che sei alle volte Aure.

Detto questo con tono altamente provocatorio la mia legittima consorte finisce stesa a forza sull’addome e presa da tergo senza particolarti preliminari, miagola, le piace cosi’ che poi sente bruciare la fica per il resto della notte. Io le sudo addosso, malgrado l’aria artificiale eternamente primaverile, per un tempo sufficientemente lungo da farmi dolere l’uccello, lei stringe la fica ogni volta che capisce che l’affondo è finito e sto per ritrarmi indietro, mi succhia via il seme assetata fino a che non esplodo. Gli orgasmi con Ire sono i più profondi e lunghi anche se hanno perso qualsiasi accento di perversione il mio cervello possa cercare di metterci, sono limpidi, mi lasciano sfinito.

Giovedì è una mattina come tutte le altre, la penultima, e per quanto sia sicuro che la mia decisione sia opportuna una buona parte di me fatica a separarsi dalla presenza costante della piccola e meravigliosa Labbradilampone.

Ha diritto di essere giovane e io il dovere di lasciarla essere tale.

Bugie CXVIII

Mi vedo in privato con Bouche, non faccio segreto in famiglia dell’evento in se, sui contenuti invece vi e’ un educato riserbo: le mie  sorelle  hanno noto che io e la fotografa non facciamo la bestia a due  groppe e tanto  deve loro bastare.

Dei miei discorsi con la mia giovane non piu’ amante nulla viene riferito ad altre orecchie, potrei benissimo dire che il cattolico sacramento  della confessione li avvolge, li protegge, e ci dona se non il perdono almeno la pace della reciproca comprensione. Il non poter consumare nella carne questa vicinanza e’ la nostra ripetuta penitenza.

Solitamente ci vediamo qui nel suo studio ed  andiamo avanti fino  a quando e’ necessario o il  dolore si fa troppo forte. La prima volta che mi persi nei suoi occhi ebbi la chiara intuizione, oltre che erezione, che il nostro rapporto si sarebbe insolitamente approfondito. Non mi ingannai.

L’argomento di oggi e’ il mio desiderio di far tornare la mia piccola Labbradilampone al mondo a cui dovrebbe appartenere ed anche la mia confidente e consigliera si trova d’accordo ammettendo lealmente il suo interesse privato nelle conseguenze. Sabato iniziano le ferie, venerdi annuncero’ a  Giulia il suo licenziamento in tempo  per prepararsi alla sessione autunnale, deve tornare allo studio a tempo pieno e alla vita universitaria poiche’ ha tutta la vita per essere  un adulta produttiva e responsabile ma solo questi anni per appendere gli orizzonti alle nuvole.

Per la mia sorellina voglio il meglio possibile e non e sempre detto che sia io.

E adesso, con l’ uccello che freme mi incammino verso il talamo nuziale dove mia moglie gioiosamente pasteggera’ del mio ardore, del mio corpo. La mia sposa mi desidera. Sempre.

Scritti e scriventi

Una volta seguivo molti più blog e soprattutto interagivo con i loro autori, oggi ne seguo meno di dieci dei quali solo tre o quattro con frequenza e lo faccio in maniera del tutto silenziosa. L’insieme dei link che tengo su LaLeicaELeAltre è diventato un cimitero di lapidi con nome in html. E’ successo che mi sono ritirato a vita privata o semplicemente mi sono ritirato, energie assorbite da altro: in genere sforzi ciclici che producono solo aumento dell’entropia. Ho perso di vista esseri umani che mi interessavano, ho perso il dialogo con loro, con alcuni la confidenza e di certo ho smesso di parlare.

Con chiunque.

C’è tanto livore e tanta rabbia, dappertutto, due sentimenti che capisco e vista la situazione trovo sani ma non amichevoli. Non riesco ad intrattenere una conversazione che sia un minimo piacevole, figurarsi profonda e sincera, con delle bestie cariche di rabbia che non aspettano altro che riversare cecamente con chiunque. E poi c’è il problema della massa dell’ombelico, perchè deve essere successo qualcosa alla massa dell’ombelico delle persone se non riescono più a distogliere lo sguardo dal proprio, dal continuo conto su cosa gliene venga di utile.

Mi aggiro e trovo solo un deserto di like, pollici, link e notizie copiate di sana pianta dai giornali commerciali, blog di protesta, blog contro, scie chimiche e altre idiozie del genere.

L’immane gregge di sciroccati che si è riversato su internet con “l’era dell’accesso” e ora la occuperebbe militarmente se solo potesse mentre la sua architettura permette loro solo di far massa. Come tutte le masse una disgustosa.

Quelle persone magnifiche, compagne di un pezzo della mia vita e che mi porto dentro, oggi non lo troverei più.

Rumore di fondo, assordante.