vento del nord
Parlo con un’amica, persona che stimo e che non vedo mai o quasi. Inscatola euforica le macerie del suo ex, si sente leggere. E la capisco anche se quando lo faccio io riesco a vedere a malapena, e respirare richiede una concentrazione di risorse umane quasi olimpica.
Sono felice per lei, per il suo essere raggiante ed esplosiva come non l’avevo sentita mai.
Non so come faccia, io che stasera avrò il bacio della buona notte da vent’anni di fantasmi, come tutte le sere.
Io che mangerò minestra bruciata, perchè non so neanche cucinare più stasera.
Bisogno di stare fuori costa a planare fino all’Africa con questa tramontana che mi gela dentro molto più che fuori.




