Bugie XX
Ire è già nel nostro letto, stanca e frustrata, mi rifiuto ancora di scoparla come dio non comanda, al massimo le sto dentro immobile fino a che non mi addormento, non si lamenta grata come è che l’abbia ripresa tra le lenzuola. Ho anche dovuto impormi su me stesso per tenerla lontano questi giorni, ho bisogno di sentire su di me la sua pelle sempre calda, il suo respiro regolare, il suo profumo di donna, la sua morbidezza liscia e tumida intorno al mio cazzo. Sa benissimo che ha sbagliato, e sbagliando ha vinto un po’ perdendo molto, il suo saliente lo pagherà caro mentre le taglio le retrovie e la stringo sui fianchi. Ma è morbida contro di me, i suoi seni a riempire le mani, i suoi succhi a bagnarmi l’uccello, mi contiene, e non potrei davvero essere senza di lei.
Labbradilampone taglierà i capelli, su questo non transigo, Irene mi accontenterà e porterà la sua piccola schiava dove li acconceranno in un corto caschetto assolutamente nero, se deve essere un giocattolo che almeno sia uno di gusto squisito. Non la voglio in giro per casa uguale alla bambina che ho cresciuto e di cui mi sento il tutore, io ho chiesto solo questo ma ben altri sono i cambiamenti che le riserverà Irene e poichè sarà nel suo diritto io mi limiterò ad osservarli e a bearmene. Non mi ha fornito grosse anticipazione, la cosa credo sia dovuta al fatto che non è autorizzata a rivolgermi la parola, mi può scrivere se necessario e inderogabile, ma non colloquiare con me. Davvero non me ne frega nulla delle sue sottili argomentazioni, è un mostro: che sia un mostro barocco e articolato rende il tutto semplicemente più estetico. Labbradilampone poteva finire in mani peggiori, per quanto furioso sono anche in parte soddisfatto di questa sistemazione, non posso dire che non le accadrà nulla di male perchè di sicuro un rapporto così stretto con noi due non ha connotati salutari per nessuna creatura umana.
Domani è venerdì, di nuovo, l’altra la passerà a prendere a scuola, la porterà a tagliare quella meravagliosa chioma che amavo accarezzare per ore, l’accompagnerà a danza e rimarrà li a veder volteggiare la sua preziosa ballerina del carillon ancora e ancora, poi la porterà da me e me la presterà. E se Giulia si dimostrerà volenterosa e dotata, se si comporterà come la più brava bambina di papà, allora e solo allora Irene avrà il suo bramato orgasmo.
Bisogna sempre tenere motivata la truppa.
Come è calda e viscida, dentro, ci affondo come di notte nel sonno.
Nulla di quanto è scritto qui corrisponde a verità, lo dico per preservare le vostre candide menti e quelle schifosamente borghesi della vostra giovane progenie.




