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  • Un'amica con cui parlare, anche solo alla tastiera, è la cosa che mi manca di più. Adesso ho una fidanzata: la mia realtá è il litigio. 2012-10-08
  • Sogno una dialogo senza violenza, una di quelle conversazioni intime che si possono avere con un'amica sincera, una sera di pioggia. 2012-10-08
  • Ora di occuparmi di me stesso. 2012-10-06
  • È solo un incubo. 2012-09-29
  • "O mia dolce venere di rimmel" 2012-09-29
  • Quando ero piccolo avevo bisogni, poi crescendo sono venuti i sogni, ora mi rimane solo ogni: ogni cosa è sempre colpa mia. 2012-09-29
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Bugie CX

Ritorno, invece che una lunga tirata nella notte un lento bighellonare per il Paese in questi posti fuori dai desideri estivi delle urbane genti come può essere Torino e il suo museo egizio, Urbino con tutte le sue scale. Io e Labbradilampone, mia sorella Giulia ed io, in viaggio per il continente come premio per i suoi brillanti risultati scolastici come da lei richiesto, noi due, i nostri bagagli, l’audi silenziosa, da Roma ad Ostenda poi lungo la costa faro per faro, paese per paese, fino ai Pirenei, poi il ritorno per il cuore della Gallia fino a posare il piede sul patrio suolo.

Tanti giorni, notti lunghissime, lanterne a illuminare il mare per miglia e miglia con lampi che sfidano le onde rabbiose dell’oceano e del mare del nord, il sale sul viso, sugli abiti, la doccia la sera e poi pelle contro pelle, il suo corpo e il mio a consumarsi come una scogliera. Normandia è mare nel piatto a pranzo e a cena, il sugo dei crostacei sulla pelle bianchissima ai lati della bocca della mia piccola Labbra solo mia. In silenzio, la maggior parte del tempo la passiamo in silenzio a sorriderci mentre passeggiamo il giorno, la notte è per parlare invece.

Per scopare anche.

Soprattuto.

Lei si offre a me totalmente, incurante di qualsiasi conseguenza, dolore, piacere, delirio, posso farle di tutto e lei si limita a volermi di più, e me lo dice, me lo sussurra al buio quando abbiamo finito e ritrova il fiato, me lo scrive mentre dormo nel suo diario che non si ferma mai neanche un giorno.

Non come questo mio che cerca ispirazione a volte in maniera insolita.

Di questi giorni parlerò forse quando tutto sarà più chiaro, quando la vita avrà ripreso il suo giusto stile decadente. Per ora la paternità mi ricade addosso con il suo peso: la piccola Lucrezia chiede di essere cambiata e rincuorata della presenza genitoriale.

Mi mancava, anche sodomizzando la mia sorellina in terra di Francia, mi mancava.

Dimostro proprio tutti gli inverni che ho.

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